Sara Abdel, la vicedirettrice multitasking dell'Hotel Milano Scala

La vicedirettrice multitasking. Segni particolari? Incanta tutti con la sua bellezza e il suo buonumore, ma conosce la giusta traiettoria per sferrare il colpo decisivo e fare punto.

Da quanto tempo lavori all’Hotel Milano Scala?

Dall’anno della sua inaugurazione, il 2010, quando spostavamo i materassi da un piano all’altro. Ho delle foto di me con il mollettone. Fermi tutti: le mie foto fanno parte delle addons per i clienti che prenotano!

Di cosa ti occupi?

All’inizio ero capo ricevimento, poi sono diventata multitasking. Ora sono vicedirettrice, mi occupo di tutto ciò che riguarda l’operatività dell’hotel e sono anche un’equilibrista: il punto di raccordo tra i vari reparti dell’Hotel e tra la direzione e il team.

Come ti definiresti?

Frivola. Sono una persona frizzante e positiva, non perdo occasione per trasmettere questa positività. Sono molto aperta, non mi nascondo dietro a niente, credo sia per questo che il team si fida di me.

Momento di maggior divertimento?

Io sono una giocherellona, scherzo sempre con tutti, soprattutto con i miei colleghi. Amo infondere positività anche nelle giornate più negative. Se c’è qualcosa che non va si vede, ma non mi abbatto mai, riesco sempre a imparare qualcosa.

Quali sono le tre cose più importanti nella tua vita?

Lo sport: importantissimo sia nell’ambito privato che lavorativo. È lo sport infatti che forgia il carattere. Io ho sempre fatto sport di squadra a livello agonistico e questo è stato fondamentale dal punto di vista professionale e non solo.

La famiglia: sono l’ultima ad arrivare in ufficio, perché la mia unica richiesta è stata di poter accompagnare mia figlia all’asilo prima di iniziare la mia giornata lavorativa. È la mia sola condizione, ma è la più importante per vivere con la massima energia sia il lavoro che la vita privata.

Il lavoro: parte integrante della mia vita. Importante perché, se sei fortunata e fai ciò che ti piace, riesci a canalizzare tutte le energie in maniera positiva. Non saprei come far senza. Cosa preferisci dell’Hotel Milano Scala?
A livello architettonico la corte interna, il “giardino verticale” come lo chiamiamo noi: molto scenografica e suggestiva sia d’inverno e d’estate, con il sole, la pioggia e la neve.
In generale l’affiatamento del team che sono riuscita a creare.

Vuoi raccontare qualche aneddoto?

L’ultimo è di qualche giorno fa, quando la mia collega è comicamente caduta! A parte gli scherzi, l’episodio che mi rimarrà per sempre impresso è quando sono stata costretta ad allontanare un ospite che creava disturbo agli altri per il suo comportamento. Questi sono gli inconvenienti che possono accadere quando si vuole garantire la migliore esperienza a tutti gli ospiti.

È il lavoro che ti piace?

È stato il lavoro che ha scelto me. Come spesso accade, dopo gli studi specialistici e altre esperienze nel settore dell’ospitalità, c’è stato l’incontro “fatale” con il direttore dell’Hotel Milano Scala che mi ha fatto innamorare della filosofia dell’Hotel fin dalle prime fasi di start up.

Come si svolge la tua giornata?

Arrivata in hotel ho il passaggio di consegne, la riunione con il team del front desk a cui sono particolarmente legata visto che ho iniziato da lì e che per me è l’anima pulsante dell’hotel, perché rappresenta il primo punto di riferimento con l’ospite. Arrivo quindi nel mio ufficio, accendo la “macchina infernale”, controllo le mail e inizia la mia giornata di multitasking! Una parte della giornata è dedicata a gestire l’organizzazione dell’hotel per prevedere e prevenire qualsiasi genere di richiesta e assicurare la migliore ospitalità e il miglior lavoro di squadra a vantaggio dell’ospite.

Qual è la migliore capacità che pensi di avere?

Il problem solving, una competenza innata: per me i problemi sono un’opportunità. Più sono complicati più la loro soluzione mi dà soddisfazione!
Cosa significa per te lavorare bene?
Sapersi porre degli obiettivi e ovviamente raggiungerli. Con tutto lo staff l’obiettivo è creare una realtà di benessere totale. Se riesci a rendere contenti e soddisfatti i tuoi colleghi, il servizio alla clientela e tutto ciò che concerne il lavoro che svolgiamo andrà per il meglio. Nel nostro hotel lo staff è molto coeso e forte, il team è affiatato e lo dimostra l’apprezzamento degli ospiti per il servizio dell’hotel.

Cosa vuol dire essere un leader?

Per me la leadership non è gerarchica, ma capacità di essere una guida e un’alleata. Quando il team ha bisogno mi metto in prima linea, perché nel mio percorso professionale ho vissuto l’imposizione e credo sia nociva, soprattutto in un ambiente lavorativo. Cerco quindi di creare benessere, lasciando liberi ma nello stesso tempo responsabilizzando i miei colleghi. In questo modo ho creato un ambiente di fiducia e collaborazione.

Com’è il rapporto con il direttore?

Quando ho fatto il colloquio mi ha chiesto perché dopo anni di esperienza negli Hotel 5 stelle avessi scelto di passare a un Hotel 4 stelle superior. Io ho risposto che la differenza nel lusso è data dal servizio e il servizio è fatto dalle persone e che il mio obiettivo era quello di portare questi valori, a prescindere dalla categoria dell’Hotel. Penso di aver conquistato il Direttore con questa mia risposta. Lui mi ha conquistato insegnandomi a fare dei profondi respiri, a far passare una notte prima di rispondere e ad affrontare qualsiasi situazione con tranquillità.

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